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... doniamo la speranza di ricominciare ...

Luglio 2020

“Per far crescere un bambino ci vuole un villaggio” (Proverbio africano). La gratitudine è un sentimento che ci rende felici ed aperti alla vita, un sentimento di profonda riconoscenza nei confronti di qualcuno che è stato gentile con noi, uno stato d’animo che ci spinge ad offrire qualcosa in cambio del bene e dell’amore ricevuto.

È quello che fanno periodicamente alcuni dei nostri “vecchi” ospiti. Ragazzi e ragazze, come quelli nelle foto, che tornano per salutare le Suore, gli insegnanti, le assistenti sociali, per chiedere se possono essere utili in qualche modo.

Alcuni ci scrivono per farci sapere come stanno. Ragazzi e ragazze che adesso sono degli adulti, che lavorano o frequentano l’università, alcuni sono anche sposati. Le loro storie ci incoraggiano a dare sempre di più, anche se nulla sarebbe possibile senza l’aiuto dei nostri sostenitori!

Giugno 2020

Nella foto 4 si riconoscono Rita Pennacchio e l’attuale Direttrice della Cité Suor Drocella, delle Sorelle della Speranza di Maria, una Congregazione nata in Ruanda 60 anni fa circa, nell’occasione della posa della prima pietra del nuovo dormitorio progettato per accogliere nuovi piccoli ospiti.

Nella foto 2 l’Ing. Jorge della VIS Foundation che ha controllato lo stato dell’impianto idraulico e suggerito importanti miglioramenti. S.E. Mons. Smaragde Mbonyintege, Presidente della Conferenza Episcopale Ruandese, esamina il progetto del dormitorio (foto 1). Infi ne, alcuni dei ragazzi più grandi aiutano con la coltivazione dei campi (foto 3).

Infatti, alcuni dei prodotti che arrivano sulla tavola della sala mensa della Cité, come patate, riso e simili, sono coltivati da loro.

Marzo 2020

Due sono ormai diventati da tempo gli eventi  tradizionali della nostra Associazione, la tombolata natalizia e la cena di beneficenza.

Ogni anno ci stupiamo della grande gioiosa adesione che i nostri sostenitori e benefattori ci riservano, ogni anno sempre più numerosi!

Ovviamente, molte persone non riescono a partecipare, ma non devono dolersene. Infatti, ci sono altri modi in cuoi potete aiutarci: donare il 5x1000 o fare una donazione una tantum e ricevere una nostra Tessera Amico, sono tra questi.

Madre Teresa di Calcutta diceva: "Quello che noi facciamo è solo una goccia nell'oceano. Ma se questa goccia non ci fosse, all'oceano mancherebbe. Importante non è ciò che facciamo, ma quanto amore mettiamo in ciò che facciamo; bisogna fare piccole cose con grande amore."

Maggio 2020

"Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l'uomo. Solo lui lo sa!". Sono le parole con cui il 22 ottobre 1978 Karol Wojtyla inaugurava il suo pontificato.

 

Il 18 maggio di quest'anno ricorre il Centenario della nascita di san Giovanni Paolo il che tanto volle la Cité des Jeunes Nazareth per ospitare gli orfani del terribile genocidio del 1999. Una rappresentanza di questi ultimi fece visita al Santo Padre il 2 luglio 2003 (Foto 2), accompagnati da S.E. Mons. Salvatore Pennacchio, allora Nunzio Apostolico in Ruanda. Il nostro Fondatore è con il nostro amato e compianto primo Presidente, don Tommaso Cuciniello, e con il fraterno amico don Peppino Cartesio (foto 1). Infine, la prima Direttrice della Cité, Suor Apollonie (foto 3)

Febbraio 2020

Don Peppino Cartesio, amico fraterno di S.E. Mons: Salvatore Pennacchio e, da quest'anno, nuovo membro del Consiglio Direttivo, scambia alcune battute con i nostri bimbi (foto 3). Gli starà chiedendo del loro rendimento scolastico? In ogni caso sembrano divertirsi in effetti, negli ultimi anni sono molto migliorati, grazia anche ai bravi insegnanti che li seguono il loro rendimento scolastico è di molto migliorato. 

Alla sua prima esperienza nella Cité, la giovane Dorotea, volontaria della VIS Fondation (foto 2), è tornata a casa con il cuore colmo d'amore.Per il compleanno dei suoi 21 anni, i nostri ragazzi le hanno organizzato una festa a sorpresa!

Aprile 2020

Lo scarso accesso dei bambini africani all'istruzione è dovuto dall'insufficiente numero di scuole, all'impossibilità delle famiglie di sostenere i costi per l'istruzione, alla necessità per molti bambini di lavorare per guadagnarsi da vivere.

E' vero che la situazione è migliorata molto negli ultimi anni, ma molto c'è ancora da fare!

L'accesso all'istruzione mette in moto un circolo virtuoso che produce i suoi effetti di generazione in generazione. L'istruzione aumenta la possibilità di inserimento nel mondo del lavoro e gli adulti che da bambini hanno ricevuto l'istruzione di base hanno maggiore predisposizione a mandare i figli a scuola.

Nella pagina, potete notare l'interno di una delle nostre aule scolastiche (foto 2) e alcuni dei nostri piccoli ospiti che mostrano orgogliosi i disegni realizzati per i loro rispettivi benefattori (foto 1).

E' molto importante che i bambini sentano di avere un legame con le persone che li aiutano e che queste ultime si sentano libere di ricambiare con altri disegni oppure con delle lettere, della cui traduzione in inglese si occupano i nostri volontari.

Gennaio 2020

Eccovi alcuni dei nostri piccoli ospiti! In particolare, potete notare (foto2) un ragazzo un po' più grande d’età. Si chiama Marc, ed è ospite della Cité da quando era solo un bambino. La sua storia merita di essere, anche brevemente raccontata, perché è di quelle che ci spingono a non arrendersi mai! È un ragazzo dislessico che attualmente fa due lavori, come operaio edile e assistente fotografo. Il primo gli permette anche di continuare a vivere nella Cité “alla pari”. Quello che lascia senza fiato e commuove nella storia di questo ragazzo è che da qualche tempo si prende cura di tre bambini, cui paga la retta alla scuola pubblica. Sono figli dei suoi conoscenti che vivono in condizioni disagiate e sono tutti orfani di padre, Marc ha avuto una vita difficile, come tutti i ragazzi che passano da noi. Riconoscente verso il Signore, certamente, ma forse anche un po' anche verso chi si è preso cura di lui per tanti anni. Rende grazie cercando di fare per quei bimbi ciò che è stato fatto per lui.

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