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... doniamo la speranza di ricominciare ...

Rosa Vallefuoco "Testimonianza Ruanda 2018"

Dopo quattro anni dall'ultima missione, siamo ritornati in Ruanda! Carichi di aspettative, di doni per i nostri ragazzi, e con tanta voglia di conoscere i nuovi bambini entrati nella Citè!!! Inoltre, quest'anno avevamo una carica emotiva in più: Mons. Pennacchio, che è tornato a fare visita ai ragazzi della Cité dopo 14 anni! Sembra passata una vita dall'ultima visita, ma appena giunti sul posto tutto ci è tornato subito familiare, quasi come se non fossimo mai andati La capitale è cambiata tanto, qualche piccola evoluzione sembra arrivare anche nelle zone più periferiche (come una debole linea internet!), ma la sostanza resta la stessa: sono ancora centinaia le famiglie che vivono in case-baracche, senza luce ma soprattutto acqua!!

Come sempre l’accoglienza in Cité è calda ed avvolgente... i bambini sono quelli più incontenibili per la gioia, mentre i ragazzi (un po' come tutti adolescenti) restano più schivi ed in disparte.

In occasione della presenza di Mons. Pennacchio si sono tenuti diversi incontri festosi, ma quello che più mi è rimasto impresso nel cuore è stati celebrazione della Messa domenicale: una celebrazione che normalmente da queste parti dura quasi due ore, in questa occasione si è arricchita di danze e canti, che hanno reso scorrevole e piacevole anche 4 ore di messa!!! Un momento che porterò sempre nei più cari ricordi, insieme ad un altro evento, tenutosi un tranquillo pomeriggio... in quattro semplice mura....con una semplice busta di palloncini gonfiabili!!!

Dopo aver conosciuto meglio tutti i bambini e ragazzi della Cité, decidiamo di fare un incontro solo con i nuovi bambini entrati quest’anno, ai quali abbiamo donato matite, colori, penne, anche dei disegni fatti da alcuni bambini di Giugliano, come buon augurio per quest’anno scolastico. E quando abbiamo iniziato a gonfiare i palloncini...è stata subito festa!!!

Le urla di gioia e gli occhi luccicanti, per una cosa così piccola, ma resa così grande dalla loro felicità, che hanno commosso tutti noi lì presenti! E prima di andare via ci hanno salutati così... 

"hello my friends, hello may friends, helloooo, heeeelloooo"

Non importa che tu sia italiano, arabo, indiano, bianco, nero, mulatto o giallo: qui troverai sempre un faccino sorridente pronto ad accoglierti!     

Missione 2009

“Con il passar dei giorni ho imparato a conoscere quei bimbi uno ad uno, e ognuno di loro mi ha lasciato qualcosa dentro. Anche se non trovo le parole per spiegarlo, so solo che la sera quando sono a letto, il mio pensiero corre a loro e mi addormentare felice (…). Nella Cité, mi sono sentita in ogni istante a casa mia, non ho mai pensato un momento di voler tornare alla mia vera casa MAI! (…) Il giorno della partenza, mille emozioni mi travolgono: stavo percorrendo la stessa strada che mi aveva portato in quella splendida città, ma qualcosa era cambiato: c’erano sempre le persone che camminavano a piedi per strada, i bambini che tornavano da scuola , il traffico, la gente che ti salutava … ma perché allora ero triste se tutto era uguale?

Perché la stessa strada che mi aveva condotto lì con tanta felicità, questa volta mi stava conducendo a casa. Con un nodo alla gola, tra me e me pensavo: come farò a raccontare a tutti questa esperienza? Raccontarla non è come viverla, non si provano le stesse emozioni. Allora pensai: vorrei prestare i miei occhi a tutti quelli che mi chiederanno ‘com’è andata?’, così da far vivere loro quello che ho vissuto io, momento dopo momento, emozione dopo emozione (…).

(Estratto della testimonianza della volontaria Francesca Pirozzi, Missione 2009)

La mia esperienza

Dopo due anni circa sono tornata in Ruanda nella mia veste di volontaria della Nolite Timere Onlus, un’associazione di Giugliano in Campania, in provincia di Napoli, che da quasi quindici anni ormai sostiene e promuove la “Cité des Jeunes de Nazareth”, voluta da Papa Giovanni Paolo II per accogliere i bambini orfani del terribile genocidio del 1994.

La “Cité des Jeunes de Nazareth” sorge a Mbare, a circa 50 km dalla capitale Kigali, nel luogo esatto dove l’8 settembre 1990 San Giovanni Paolo II celebrò la Santa Messa. Quel giorno, il Santo Padre mai avrebbe potuto immaginare che di lì  poco si sarebbe scatenato il genocidio più sanguinoso del Ventesimo Secolo!

Alcuni anni dopo quella celebrazione, S.E. Mons. Salvatore Pennacchio, Nunzio Apostolico in Ruanda dal 1999 al 2003, prese a cuore il progetto del Santo Padre e con l’aiuto di alcuni amici di vecchia data fondò l’Associazione Nolite Timere, per sostenere la “Cité des Jeunes de Nazareth” e assicurare ai bambini in condizioni di bisogno, soprattutto a quelli orfani o abbandonati, adeguate condizioni di vita. 

Grazie alla collaborazione dei volontari e all’aiuto prezioso dei nostri numerosi benefattori e sostenitori, la Nolite Timere Onlus riesce a sostenere ciascun bambino non solo economicamente, ma anche moralmente e spiritualmente. L’emozione di seguire anno dopo anno il percorso che porta un bambino a diventare un adulto è davvero straordinaria!

A tutti i benefattori e gli amici della Cité di Nazareth

Mi presento sono Teresa Moio, da quasi un anno collaboro come volontaria con l’Associazione Nolite Timere onlus, che si occupa delle adozioni a distanza dei bambini in Rwanda.

Quando mesi fa mi è stato proposto di recarmi per un periodo di volontariato in Rwanda, ne sono stata subito entusiasta, si trattava di qualcosa veramente di nuovo. Entusiasmo  non tradito, quando si dice che l’Africa ti rimane nel cuore, è proprio vero, ora posso affermarlo anch’io.

Con Rita sono arrivata a Kigali il 17 agosto, ad attenderci all’aeroporto c’erano Suor Delfina madre superiore dell’Istituto F. Smaldone e Suor Fatima della Nunziatura Apostolica.

Dopo il pranzo all’Istituto e una breve sosta in Nunziatura, in serata siamo arrivate alla Citè di Nazareth. Finalmente si arrivava nel posto di cui avevo sentito parlare per mesi, di cui avevo visto foto, ma la cosa più bella è stata sicuramente il calore, l’affetto dei bambini, e la commozione dei più grandi.

Fin dall’arrivo in questo splendido paese, lungo la strada che ci portava alla Cité, la mia impressione è stata di trovarmi in un paese completamente diverso da come me lo immaginavo. Diverso sicuramente per i suoi paesaggi, per le colline di un verde intenso, che nonostante il prolungato periodo di siccità , ti lasciano affascinata, un ricordo indelebile.

Missione 2014

Mi chiamo Rosa, ho 28 anni e sono di Giugliano. Da qualche tempo sono volontaria per l’Associazione Nolite Timere Onlus e quest’anno è toccato anche a me partecipare, insieme alle altre due volontarie, Francesca Pirozzi e Teresa Caterino, alla missione annuale dei volontari in Ruanda.

Un anno particolare il 2014, ricorrendo il ventesimo anniversario del terribile genocidio che nel 1994 sconvolse quel bellissimo paese nel cuore dell’Africa, mietendo più di un milione di morti.

I bambini più piccoli, ospiti della Cité des Jeunes Nazareth, non hanno vissuto direttamente quel periodo, ma le loro famiglie si: hanno perso tutto e tutti hanno storie terribili alle spalle. Non è facile poter parlare di quel periodo. Ricordare fa ancora troppo male.

Si cerca, però, di andare avanti. Si DEVE andare avanti e per questo il sorriso sulle labbra è una delle cose che non manca mai, nonostante quel velo di tristezza presente nei loro occhi.

Nonostante tutto c'è vita

Dei disagi e delle sofferenze di questi bambini ne avrete sentito parlare sicuramente tanto, e da tanti. Ma qui voglio invece raccontarvi della vitalità, della gioia di vivere di questi bambini, nonostante tutto!  La mia personale esperienza in Ruanda si è consumata la prima volta tre anni fa. 
Dopo alcune ore di viaggio in auto (non aspettatevi una Rolls Royce...e nemmeno una cinquecento!!), da Kigali raggiungiamo finalmente la Cité.

Dalla strada principale si percorre per qualche km un sentiero dissestato, abbastanza ripido e pieno di buche. Passiamo accanto ad una grande risaia, e lungo il percorso si vedono case molto povere fatte di paglia e fango, e donne e bambini che a piedi trasportano taniche piene d'acqua. Le emozioni sono un misto tra la tristezza per l'ambiente che ci circonda e l'adrenalina di vedere tutti quei bambini di cui per mesi ho solo letto i nomi nello schedario della nostra associazione.  Mentre mille pensieri avvolgono la mente...ecco aprirsi davanti a noi un grande cancello, con una grande folla di bambini che ci accolgono con calorosi canti e urla di gioia!!! In un istante la nostra auto è circondata da tenerissimi occhioni neri e immensi sorrisi! 
Per un attimo ho dimenticato anche dove fossi. 

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