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Almeno un paio di volte l’anno, gli ex studenti della Cité tornano a fare visita alle loro insegnanti, alle assistenti sociali e, soprattutto, ai ragazzi e alle ragazze che vivono ancora nella struttura. Verso questi ultimi, essi avvertono un profondo senso di responsabilità.
Trascorrono insieme giornate intere, cucinando e lavorando. Giocano a pallone, suonano e ballano tutti insieme. Non ci sono parole per descrivere la grande gioia dei ragazzi nel ritrovarsi tutti insieme a cantare e a ballare alla Santa Messa della domenica.

Ogni anno, alla fine della scuola, si svolge il campo estivo, una specie di vacanza che dura alcuni giorni, durante i quali si svolgono attività ricreative e didattiche. Vi partecipano non solo i nostri giovani ospiti, ma anche i nostri ex alunni che per l’occasione tornano a farci visita.
Lo scorso anno è ricorso il centenario della nascita di San Giovanni Paolo II la cui figura, come tutti ormai ben saprete, è profondamente legata alla Cité di Nazareth.
Lo sport in Ruanda, più che altrove nel Continente Africano, è strumento di pace tra le comunità. Correre insieme verso il traguardo, inseguire un pallone e segnare il goal della vittoria, saltare gli ostacoli sulla pista e nella vita.
Nel nostro vocabolario ci sono parole bellissime e “accompagnamento” credo sia una di queste. Essa restituisce molto bene il senso del nostro “esserci” come volontari. Seguire i nostri ragazzi e le nostre ragazze, accompagnarli nel loro cammino, seppure per brevissimi tratti, riscalda il cuore. Lo scorso agosto saremmo dovuti andare in missione, come accade ogni anno.
Quante storie potremmo raccontare su alcuni dei nostri ragazzi che, diventati grandi, hanno trovato la loro strada nella vita!