Ad un anno dalla scomparsa
La celebrazione si è conclusa con la lettura di 2 lettere: quella di S.E. Mons. Pennacchio Salvatore, nunzio apostolico in India e Nepal, amico d’infanzia di Don Tommaso che riportiamo integralmente e quella della comunità parrocchiale di S.Anna.
Successivamente Mons. Spinillo ha attraversato la navata della chiesa per raggiungere la lapide in memoria di don Tommaso, fortemente voluta dalla Comunità parrocchiale, dal clero della forania di Giugliano-Qualiano e da S.E. Mons. Salvatore Pennacchio.
LETTERA DI S.E. MONS. SALVATORE PENNACCHIO
Un anno fa… il 27 ottobre!
Caro Tommaso,
Non vorrei sembrare retorico iniziando la lettera evidenziando il gran vuoto che hai lasciato con la tua scomparsa improvvisa di un anno fa.
E per me è stato proprio così, in quest’anno della tua dipartita!
Il mio fedele e gioioso “compagno di cordata”, che dagli anni dell’asilo a quelli della teologia, e poi in quelli del sacerdozio, all’improvviso è venuto meno fisicamente. Da allora tuttavia, spiritualmente dal Cielo continui ad essermi sempre vicino, contento e orgoglioso per le missioni affidatami dal Papa in giro per il mondo.
La speranza cristiana non delude! Papa Benedetto facendo eco all’esortazione paolina nella sua Lettera Enciclica “Spe salvi”, ci ricorda che di fronte alla morte noi non siamo come quelli “senza speranza”!
Il Signore Gesù attraverso la Croce ci ha aperto il cammino della Speranza! Dal Cristo Risorto “la porta oscura del tempo, del futuro, è stata spalancata. Chi ha speranza vive diversamente; gli è stata data una vita nuova” (SS, n. 2).
Caro Fratello Tommaso,
oggi la tua parrocchia e comunità di S. Anna e tantissimi amici, vicini e lontani, si stringono attorno a te. Sono riuniti all’Altare di Cristo, nostra consolazione e speranza, col confratello Pastore di Aversa, S.E. Mons. Angelo Spinillo, col tuo successore don Massimo, il clero della Forania e della Diocesi, gli amici tutti, per ricordarti nel primo anniversario della tua morte.
Tra i banchi, vedo seduta Anna, la cara “nostra” sorella, quella che più di ogni altra persona sente il tuo vuoto, della tua voce risonante e rappacificata, del tuo sorriso amabile e grintoso, del tuo affetto premuroso e rassicurante. Sì, sono certo che dall’Alto la stai seguendo passo, passo… e la sua solitudine è colmata dal tuo sguardo di fratello.
Ora tu sei nel palmo della mano del Signore, Padre Buono e Misericordioso, per ricevere quella giusta ricompensa che come “servo fedele” ti sei ben meritata a pieno titolo, nel campo della pastorale, dell’insegnamento, della dottrina, dell’arte letteraria e spirituale, e soprattutto dell’amicizia con Dio e con gli uomini.
Riposa in pace, Fratello Tommaso!
Ti abbraccio fortemente,
Salvatore








